da ilfattoquotidiano.it
I pm: legami provati, uomini dei clan nelle liste Mpa. Il governatore incontrò con un esponente di primo piano dei Santapaola per avere appoggio elettorale
“Non scordatevelo che gli ho dato i soldi nostri, quelli del Pigno, glieli ho dati a lui per la campagna elettorale”. Parole di Vincenzo Aiello, capo di Cosa Nostra a Catania, intercettato dai Ros mentre discute con gli affiliati della destinazione dei proventi del pizzo di un centro commerciale “alla campagna elettorale – sottolineano i pm – di Raffaele Lombardo”. Dietro le sbarre sono finiti in 50 tra imprenditori, politici e boss del clan mafioso Ercolano Santapaola, il più potente nella Sicilia orientale che ha sulle spalle una lunga storia di stragi, omicidi e affari. Il governatore della Sicilia è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa, ha sempre negato ogni coinvolgimento, la sua
"Notte della Repubblica" e "deserto del diritto", molto di più... In connivenza le lobby sono in subbuglio, piazze chiuse, manganelli per i cittadini, delegittimazioni e bavagli, bustarelle, "zoccole" e zoccolate a gogò, protagonisti e fiancheggiatori l'uno accanto all'altro pronti a difendere la torta. Nulla di questo sembra importare al Parlamento, se alla massa il pericolo non trapela, se una nuova coscienza popolare non si formerà ne pagheremo le conseguenze, con la storia o col destino.
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lunedì 8 novembre 2010
“Summit notturni e telefonate: ecco i rapporti tra Lombardo e la mafia”
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